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Le forme - Il combattimento - Il saluto

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Le forme (Kata)
 
Manji Uke
Nel Kata, che significa "forma", si racchiudono le tecniche diffuse dalle varie scuole,le principali sono queste:Shito Ryu,Wado Ryu,Shotokan e Goju Ryu. Il Karate ha una vasta gamma di kata che si differenziano nei diversi stili. I kata possono essere visti come delle tecniche marziali prestabilite, per la maggior parte, nelle otto direzioni dello spazio. Il kata non viene considerato come un combattimento simbolico eseguito a vuoto, ma come un combattimento contro uno o più avversari. Il numero dei kata, ma anche i loro nomi e i kata stessi, cambiano in base alla scuola ("stile") che si pratica. Gli elementi fondamentali per eseguire un buon kata sono: la tecnica, kime (la breve contrazione muscolare isometrica eseguita nell'istante della conclusione della tecnica), la potenza (indicata dalla formula P=FxV dove la velocità risulta essere maggiormente incisiva della forza), l'espressività, il ritmo. Nello stile shotokai sono importanti anche la profondità e la morbidezza dei movimenti



Il combattimento (Kumite)
Gichin Funakoshi, disse: "Non ci sono dispute nel Karate". Prima della seconda guerra mondiale, in Okinawa, il kumite non era parte integrante dell'insegnamento. Shigeru Egami riferisce che, nel 1940, alcuni karateka furono cacciati dal dojo perché usavano combattere facendo a pugni.
Caratteristiche Kumite del Karate: i colpi, ad eccezione del Kyokushinkai (e degli stili a contatto da esso derivati), non vengono affondati alla ricerca del knockout (KO) dell'avversario, ma vengono arrestati per ovvi motivi di incolumità. Le tecniche tuttavia, devono dimostrare il loro potenziale ed essere eseguite, arrestandole con controllo per non arrecare eccessivi danni. Ciò è possibile grazie ad un adeguato allenamento e ad un opportuno regolamento di gara. Quest'ultimo infatti prevede, in linea di massima, un lieve contatto a livello addominale, nessun contatto con tecniche di braccio al volto e un lievissimo contatto con tecniche di calcio al volto (anche se esistono vari regolamenti e, per esempio, in alcune federazioni e in determinati stili il contatto è consentito). L'ausilio di protezioni preventive (conchiglia, paradenti, corpetto, paratibia-piede, guantini) e l'adozione di sanzioni adeguate e di opportune norme completano il regolamento nella massima tutela dei praticanti.

Si pronuncia come è scritto, senza accento sulla "e" finale, anche se esiste la variante "karatè"

REI (Il saluto)
Conoscere le forme cerimoniali e il saluto è necessario per un karateka. Nel karate vi sono due tipi di saluto: Il saluto in posizione eretta (ritsu rei) e quello in ginocchio (za rei).
 
Il saluto in posizione eretta (ritsu rei). Eseguitelo assumendo la posizione naturale frontale (shizen tai), con calma piegate il busto in avanti, di 30 circa, la testa segue il movimento ma con lo sguardo fisso davanti a voi, le mani vanno appoggiate appena al di sopra delle ginocchia e con le gambe tese, la punta dei piedi diva- ricata e i talloni uniti.
 
Il saluto in ginocchio (za rei). Iniziate dalla posizione frontale naturale (shizen tai), indietreggiate il piede sinistro per appoggiare questo ginocchio a terra, quindi scendete con il ginocchio destro per ritrovarvi nella posizione in ginocchio ma sollevati dai talloni. Girate le dita dei piedi e sedetevi sui talloni. Per rialzarvi eseguite i movimenti a ritroso.

Per eseguire il saluto appoggiate le mani con le dita girate leggermente verso 1'interno e piegatevi in avanti, senza poggiare la fronte o sollevare le anche, e guardate, sottocchio, chi vi sta di fronte senza sollevare la testa.

Pochi sono a conoscenza che i quattro lati di un «dojo» hanno la loro importanza tradizionale. Si presume che questo termine provenga dal Buddismo. Esso indica il luogo nel quale i Buddisti, dopo la cerimonia della purificazione, allenano lo spirito e il corpo. Nel judo indica la sala dove si pratica.
A- Lato inferiore (shimoseki) è dove si allineano tutti i gradi inferiori (kyu).
B - Lato superiore (joseki) e di fronte al lato inferiore; qui si mettono gli insegnanti e alla destra del Maestro vanno gli istruttori e gli allenatori, osservando 1'ordine di grado.
C - Lato d'onore (kamiza) è alla destra del joseki ed è riservato alle personalita. Qui vengono poste le foto dei Maestri fondatori o benefattori. Entrando nel dojo, ogni judoka - cosi vuole il cerimoniale della tradizione - effettua il saluto verso il kamiza.
D - Alla sinistra del joseki si trova la piazza inferiore (shimoza). Essa e riservata agli allievi di alto grado con il piu anziano capo fila, il quale è vicino al joseki e comanda il saluto.
Il cerimoniale vuole che il saluto collettivo iniziale venga rivolto prima al lato d'onore (kamiza) e poi agli insegnanti; alla fine della lezione cio si verifica all'inverso.

 
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